Come valutiamo i label alimentari e quanto valgono davvero

Il nostro partner Management Tools ha esaminato la percezione soggettiva dei label alimentari, effettuando un confronto con i risultati oggettivi. I risultati mostrano che una comunicazione attiva sulla sostenibilità è d’obbligo per potersi affermare in questo mercato in forte crescita.

Che si tratti di Naturaplan, Migros Bio o Max Havelaar, con oltre 35 diversi label alimentari attualmente a nostra disposizione quando facciamo la spesa, possiamo scegliere tra una vasta gamma di prodotti biologici ed equosolidali. La diversità è un elemento positivo ma ci pone anche davanti all’imbarazzo della scelta. Prendiamo davvero la decisione giusta? Valutiamo correttamente i vari label?

Soggettività e oggettività a confronto

Al fine di confrontare la percezione soggettiva con la sostenibilità oggettiva dei label alimentari, il nostro partner Management Tools ha condotto un sondaggio che ha coinvolto tutta la popolazione svizzera. Come base per la valutazione oggettiva è stata utilizzata la valutazione dei label alimentari 2015 della fondazione PUSCH per la tutela ambientale. La fondazione ha effettuato un’indagine su un totale di 31 label diversi, valutandoli con un punteggio da 0 a 200.

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Apparenza e realtà | Impressione soggettiva e valutazione oggettiva della sostenibilità dei label alimentari. Immagine: Management Tools

Coop e Migros risultano vincenti

Il sondaggio di Management Tools mostra che i label dei maggiori distributori al dettaglio Migros e Coop sono percepiti in maniera particolarmente positiva. Migros Bio se la cava ancora meglio di Naturaplan ed entrambi i marchi vengono comunque valutati soddisfacenti dal 75% degli intervistati. La valutazione oggettiva di PUSCH mostra come la percezione soggettiva non corrisponda completamente alle prestazioni effettive dei prodotti: Naturaplan, con i suoi 168 punti, batte Migros Bio che registra 141 punti. Tuttavia in generale il confronto mostra che la sostenibilità effettiva di entrambi i label è in linea con la valutazione dei consumatori. Entrambi risultano in testa, in termini sia soggettivi che oggettivi.

Discrepanze per BioSuisse e TerraSuisse

Anche per il label Max Havelaar, considerato affidabile da oltre due terzi della popolazione, le valutazioni combaciano con i risultati oggettivi. Si assiste invece a una forte discrepanza per BioSuisse: sebbene alla verifica oggettiva il label si classifichi al secondo posto con 161 punti, esso si posiziona dietro a Max Havelaar nella percezione soggettiva. Anche per TerraSuisse oggettività e soggettività non risultano allineate.

La comunicazione fa la differenza

Il fatto che i label di Coop e Migros godano di una credibilità così elevata può essere riconducibile alla comunicazione attiva in termini di sostenibilità messa in atto da entrambi i grandi distributori. Anche l’esempio di TerraSuisse mostra quanto possa essere efficace la comunicazione: sebbene il label risulti più scadente ad un esame oggettivo, viene percepito come la terza marca migliore dai consumatori. Occorre tuttavia essere prudenti: qualora la percezione esterna sia nettamente migliore rispetto alla prestazione effettiva, si crea una divergenza che può successivamente condurre ad un grave danno d’immagine.

Per chi volesse addentrarsi nella giungla dei label alimentari, su Labelinfo.ch sono disponibili le valutazioni dei label più diffusi, in particolare quelli bio.

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